La lama della spada si fuse con il colore del cielo dalle sfumature violacee. Le nuvole ardevano come fuoco. Piccole stelle che erano le scintille dei fabbri al lavoro coloravano il crepuscolo come minuscole lucciole. I rumori della natura erano coperti da i vocii provenienti dalla città in festa.
L'erba primaverile accarezzata dal vento sfiorava i fianchi di Nia, che cercava un po' di pace in quel mondo dove solo la mezzanotte è silenziosa.
Nia abbassò il braccio che teneva alzata la spada presa dal padre, forgiata da Monaa, maga del Paese del Sole, un paese lontano miglia e miglia dalla Terra del Crepuscolo, la terra dalla quale Nia sarebbe scappata.
La notte cominciò a invadere il cielo come un esercito invade una terra. Nia si alzò: era ora di partire. Non sarebbe stato difficile passare inosservata in mezzo ai vicoli Karahava che festeggiava la vittoria della guerra.
Nia entrò in città passando per i posti in cui le persone che conosceva non sarebbero mai andate. Se fosse stata vista sarebbe stata fermata, coinvolta nella festa. Girò l'angolo, passò davanti alla fontanella che era stata la sua oasi da piccola quando dopo aver corso per tutta Karahava si dissetava e raggiunse la Mannerla, dove si sarebbe incontrata con Rahòn, il suo migliore amico.
"Raaaa! Raaaa!" urlò Nia.
"Zitta!" sussurro Rahòn "vuoi farti scoprire?"
No, Nia non voleva farsi scoprire.
Nia e Rahòn si avviarono verso il centro della Mannerla.
"È qui" disse l’amico
“Qui dove?” a volte l'amico la faceva proprio uscire dai gangheri.
"Hao ja mann’ hammò"citò l'amico
"Cerca dove non c’è, bla bla bla. Non serve usare la lingua antica per dire solo una frasetta"
Ra usava la lingua antica per far innervosire Nia che non la sopportava.
Finalmente Nia la vide: una luce tra le grandi foglie scure del gigantesco albero. Quella luce era quella che illuminava le massicce mura della città.
Circa mezz'ora dopo era fuori. Nia si ripetè per l'ennesima volta il motivo della sua fuga. Quel paese non faceva per lei, non c'erano le cose che lei voleva: silenzio e rumore non fusi in un'unica cosa ma ben separati, pace , magia. E poi la terra del crepuscolo era troppo festaebasta. Lei pensava che c'erano molte altre cose oltre i festeggiamenti. Oltre i festeggiamenti c'era la vita vera e propria, quella che sperava di trovare nel Paese del Sole . E poi doveva trovare se stessa, sampre che ci fosse un modo.
In fondo aveva paura di partire, per fortuna che c'era Ra.
Si girò indietro: ormai la città era solo un ricordo luminoso da cui ormai si stava allontanando per sempre.